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INTERNET OF THINGS E INTERIOR DESIGN: ALLA RICERCA DI UN EQUILIBRIO PERFETTO

news Comments 19/05/2016
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“Oggi la casa, lo spazio abitativo si stanno trasformando. Tutte le nuove tecnologie che hanno cambiato la nostra vita negli ultimi dieci, ventanni stanno diventando spaziali, entrano nel nostro mondo fisico. È quello che si chiama Internet of Things, l’internet delle cose. E questo crea bellissime possibilità per noi architetti, designer, ingegneri, proprio per ripensare i nostri ambienti”. Queste le parole del designer Carlo Ratti in apertura della mostra Stanze. Altre filosofie dell’abitare inaugurata durante la passata edizione della Design Week milanese e disponibile alla Triennale fino al 12 settembre 2016.

La tecnologia e la filosofia dell’abitare si incontrano e si mescolano dunque in un susseguirsi di nuove possibilità e ampi scenari da esplorare. Non più solo frigoriferi intelligenti e forni che si programmano a distanza attraverso i nostri mobile device, non solo sistemi d’allarme e riscaldamento. La smart home dei prossimi anni supererà la definizione di domotica per aprirsi ad un concetto totalmente diverso, fatto di mobili intelligenti che dialogano con noi, trasmettono e ricevono dati e informazioni per poi svolgere azioni conseguenti.

Un universo versatile ed innovativo che occorre studiare ed analizzare senza dimenticare, però, la centralità della persona. “L’interior design è un luogo che mantiene una dimensione quasi sacrale” dichiara Stefano Bassano AD del Gruppo, “si tratta di uno spazio che raccoglie le emozioni, la personalità e le idee delle persone che questo spazio lo vivono e lo abitano. Occorre dunque disegnarlo insieme a loro, riempirlo di elementi, oggetti e arredi che possano far diventare quel luogo unico e personalissimo”. Un concetto di Internet delle cose che per Bassano deve essere sinonimo di benessere per le persone, una relazione profonda tra gli spazi abitati e le persone che li vivono.

Una prospettiva intima ed emozionale che si ritrova per esempio nel progetto di Lago, Talking Furniture: dalle cucine in grado di proporre ricette, ai lettini capaci di raccontare fiabe al momento della nanna, questo progetto vuole cambiare i paradigmi della relazione uomo-prodotto trasformandola in un’esperienza nuova nata per poter vivere al meglio il proprio arredo. O ancora in Lift-Bin di Vitra, il primo divano trasformabile a controllo digitale che diventa una poltrona, una chaise longue, un letto o un vasto paesaggio domestico.  

Bassano, da sempre all’avanguardia nel settore interior design, sta portando avanti in questi mesi progetti interessanti sull’internet delle cose in Bassano Future, la divisione interna del gruppo dedicata a ricerca e sviluppo, ove più spiccata è la sperimentazione nei materiali e nelle tecnologie, volte a tradurre l’idea creativa in prodotti top di gamma con un’alta componente estetica e funzionale e con uno sguardo rivolto al futuro.

“Il mondo del design e dell’arredamento si trova dunque a dover affrontare una nuova sfida” continua Stefano Bassano, “quella che lo scrittore visionario Bruce Sterling chiama Epic struggle of the Internet of Things, la battaglia epica dell’internet delle cose, ovvero una difficile quanto interessante ricerca dell’equilibrio perfetto tra stile e tecnologia, raffinatezza e praticità, modernità e tradizione”.


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